Perchè fermare tutto quando si può organizzare e controllare?

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Redazione 04 Settembre, 2020

Perchè fermare tutto quando si può organizzare e controllare?

Stiamo assistendo al famoso “passo indietro”, al “si stava meglio quando si stava peggio”, “la tecnologia non porta nulla di buono”, anche l’apertura delle frontiere non è stata una buona idea…
Il lockdown per qualcuno è stato occasione di sosta, un riappropriarsi dei propri spazi domestici, lo stop forzoso ha addirittura giovato all’ambiente.

Il bilancio tuttavia ci pare negativo: la mancanza di relazioni sociali a lungo termine, i bollettini medici quotidiani, la chiusura di negozi, fabbriche, il divieto di circolazione per le strade.
L’effetto è stato quello di una guerra e, dopo la boccata d’ossigeno estivo, c’è già il timore che tutto possa improvvisamente ricominciare.

Ognuno di noi reagisce in maniera differente ma chiunque ci dirà che bisogna essere positivi.
E allora cerchiamo di esserlo veramente, non solo per sollevarci il morale ma per ricostruire relazioni, lavoro e creare benessere.

La ripresa non è stata la stessa per tutti: complici alcune scelte dubbie delle nostre amministrazioni, ci sono realtà economiche che ancora non possono operare perchè troppo interessate da assembramenti.
Le manifestazioni, le fiere, le feste di paese, più in generale il mondo dello spettacolo, del tempo libero, dello sport. Sono settori fortemente penalizzati e le regole imposte per il regolare svolgersi della loro attività spesso mettono in difficoltà organizzatori e pubblico.

Eppure esistono sistemi per regolamentare gli accessi: non solo, dato che oggi è importante tracciare i nostri passi, si può fare anche di più e registrare chi accede per poterlo contattare e per interagire in maniera attiva fornendo informazioni e servizi.

Nel nostro lavoro, abbiamo avuto l’occasione di venire a contatto con realtà diverse: il biolago, la fiera di paese, l’hotel, il noleggio biciclette, il barcaiolo... tutti hanno la priorità di sapere chi sarà presente, di prendere prenotazioni e tracciare presenze e servizi svolti. Non solo ai fini della sicurezza di personale, attrezzatura e utenza ma anche per migliorare la propria organizzazione interna, massimizzando la resa dei servizi offerti. Senza contare che tracciare le presenze è un primo passo per fidelizzare gli utenti, rendendoli partecipi del nostro successo.

Cogliere le opportunità che nascono da una crisi, ascoltare le esigenze del committente, proporre soluzioni di facile comprensione, utilizzare strumenti e tecnologie accessibili, senza dimenticare che servono sempre entusiasmo, curiosità e tanta, tanta voglia di fare.

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