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Redazione 28 Settembre, 2022

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L’utilizzo quotidiano della tecnologia digitale crea un importante flusso di dati, i quali devono in qualche modo confluire in uno spazio che li contenga. Fino a qualche anno fa bastava un server fisico e ogni azienda tendeva a mantenere in capo a sé tutte le informazioni, magari dislocate su più macchine, spesso tra loro scollegate.

Gli hardware locali hanno iniziato a mostrare dei limiti di spazio ben definiti: limiti fisici, legati alla disponibilità della macchina su cui si trovano i dati e limiti di archiviazione, considerando che i dati crescono esponenzialmente nel tempo e le macchine richiedono maggiori risorse.

Grazie all’avvento del Cloud Storage (l'archiviazione remota) sono stati superati questi limiti.

La “nuvola” permette di raccogliere tutti i file in un’unica posizione, condividere con altri utenti le informazioni, sfruttare sistemi di backup aggiornati e performanti, rendere fruibile il dato velocemente, accedendo da qualsiasi dispositivo, in qualunque posizione.

Una flessibilità ed una comodità non riproducibili su scala aziendale e alla portata di tutte le tasche. Il cloud permette di sfruttare lo spazio al bisogno e per alcuni periodi, può essere acceso e spento senza oneri fissi e senza generare immobilizzi per l'azienda.

Possiamo distinguere tre tipologie di Cloud Computing:
- Private Cloud (cloud privato) è il servizio dedicato esclusivamente all’utente finale, spesso gratuito.
- Public Cloud (cloud pubblico) è un servizio offerto da provider di terze parti che può essere gratuito o a pagamento a seconda dell’utilizzo della banda internet o dello spazio utilizzato.
- Hybrid Cloud (cloud ibrido) in cui le risorse utilizzate sono dinamiche, cioè spostate in azienda o su cloud a seconda delle necessità, valutando quali siano i dati da esportare ed importare.

Ultimamente si è evoluto il Multicloud, modello di aggregazione di due o più cloud per minimizzare il rischio di estese perdite di dati, causate da guasti localizzati a livello di hardware, software o di infrastruttura.

Un attento cloud management diventa prezioso per le aziende, permette di agire su fronti distinti, sfruttando soluzioni ibride, investendo risorse adeguate alle finalità, senza compromettere il business o impattare in maniera significativa su procedure operative interne. Il cloud offre oggi vantaggi evidenti in termini di minori vincoli associati al monitoraggio dei dati, alla manutenzione e agli aggiornamenti del proprio pacchetto hardware/software; senza contare che, sfruttando soluzioni standard, i costi si riducono e sono più facilmente controllabili grazie ad abbonamenti e tariffe definite.

Il cloud è un sistema relativamente recente, non è esente da criticità che non devono essere trascurate in fase di analisi preventiva, quando si scelgono l’infrastruttura e le modalità di gestione dei dati.

In particolare si devono considerare le configurazioni più adeguate alle proprie esigenze, affidandosi a competenze specifiche per massimizzare il risultato e l’investimento. Ci è capitato spesso di essere coinvolti in analisi di servizi in cloud per capire le reali necessità ed evitare di acquistare “troppo” o “troppo poco” rispetto all’utilizzo richiesto.

Un altro aspetto da attenzionare è la SICUREZZA dei servizi acquistati e la loro rispondenza alle normative in termini di tutela dei dati personali. Nel cloud il fattore di rischio aumenta proprio perché i sistemi non sono in gestione dell’azienda, sono spesso condivisi con più utenze per ridurre i costi di gestione e potrebbero non essere rispondenti alle norme europee sul trattamento e trasferimento dei dati. Non essendoci controllo sui parametri di sicurezza e sulle modalità di gestione dei dati, non possiamo valutare se queste misure siano fortificate nel modo giusto o possano compromettere la correttezza e l’integrità dei dati, dimostrandosi vulnerabili agli attacchi informatici. Se si aggiunge la poca formazione degli operatori che utilizzano gli strumenti in cloud, questa scelta potrebbe rivelarsi controproducente per l’azienda (ne abbiamo parlato anche qui: La sicurezza non va in vacanza)

Per quanto ci riguarda, siamo assolutamente favorevoli al cloud, una modalità che permette di interagire con facilità e accedere alle informazioni sfruttando le migliori soluzioni offerte dal mercato. L’utilizzo del cloud deve essere CONSAPEVOLE, serve formazione continua e un occhio attento alle novità dei grandi player che dettano le linee guida e forniscono strumenti sempre più all’avanguardia per migliorare le performance e ottimizzare gli investimenti.

Tuttavia è bene che i piedi restino ancorati per terra perchè le informazioni sono asset preziosi per un’azienda e la priorità dovrebbe essere sempre la loro tutela, salvaguardia e unicità. Affidarsi solo a canali cloud senza opportune alternative per ridondare i dati potrebbe rivelarsi un passo falso dai costi insostenibili.

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